Censis: gli italiani più infelici, ma…

Riportiamo un articolo Ansa:

(ANSA) – ROMA, 26 SET – Aspettative in calo, diseguaglianze sociali, rancore, chiusura e repressione, sullo sfondo di una società che ha rinunciato a consumi e investimenti. Sono queste le caratteristiche dell’eredità lasciata all’Italia dalla crisi del 2008 secondo la ricerca ‘Miti del rancore, miti per la crescita: verso un immaginario collettivo per lo sviluppo’ condotta dal Censis in collaborazione con Conad.
    L’analisi sull’Italia, presentata oggi a Roma, mostra un Paese che nutre un forte disagio per il presente, ha una grande nostalgia del passato (7 italiani su 10 sostengono che si stava meglio prima) ed è incapace di investire nel proprio futuro. Le ragioni sono tante: dalla bassa natalità (dal 1951 a oggi si sono persi 5,7 milioni di giovani), alla progressiva scarsità di reddito (rispetto alla media della popolazione, le famiglie giovani, con meno di 35 anni, hanno un reddito più basso del 15% e una ricchezza inferiore del 41%), dalla crisi sociale allo smarrimento della cultura del rischio personale.

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Se questa è la realtà oggi in Italia, sviluppare il pensiero critico e quindi creativo può essere la giusta medicina per ritrovare la salute. Infatti pensare in modo critico significa ritrovare la speranza: molte cose non sono come sembrano, pensare in modo critico permette di vedere nuove prospettive e facilita il problem solving.

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