i eat the stars


Ieri al The Conduit a Londra, Jon Alexnader ha invitato Sarah Wilson che ha presentato il suo ultimo libro “i eat the stars”.   

Seguo Jon Alexander da quando ho scoperto la sua esistenza, sempre al The Conduit, è diventato famoso dopo aver scritto “Citizens – Why the key of fixing (now facing) everything is all of us”. Jon ha elaborato una teoria per cui dobbiamo ritrovare il nostro spirito di comunità, vivere la nostra comunità per salvare la democrazia.   

Jon e Sarah hanno in comune il fatto di vedere che le cose non vanno bene come sono e di proporre letture che possono aiutarci ad agire nel migliore modo possibile. Non gridano “allarme!” e non impongono soluzioni miracolose. Semplicemente, vedono che le cose non funzionano e, padroneggiando la capacità di pensare in modo critico, danno un utile contributo.   

“i eat the stars” racconta la storia di un mondo, il nostro mondo, in una situazione di collasso imminente. Sarah ha identificato tutta una serie di fondate ragioni su cui basare questa conclusione. Analizza le caratteriste delle civiltà estinte e ne vede elementi in comune con la nostra. In particolare, la nostra civiltà sta per collassare non per un solo fattore, ad esempio effetti del cambiamento climatico, ma per una serie di concause che si trovano e troveranno ad interagire le une con le altre. Ad esempio, il crollo dei sistemi democratici e una possibile collisione di satelliti entro il 2030 che creerà innumerevoli detriti che potranno colpire altri satelliti esistenti e distruggere la stabilità geopolitica mondiale (UN report).   

A questo aggiungiamo l’annuncio fatto qualche giorno fa da Dario Amodei di Anthropic per cui AI può distruggerci entro la fine del decennio se non rallentiamo la velocità.  

Tornando a Sarah, nel libro ci dice che il collasso è imminente e non ha soluzioni pronte all’uso. Piuttosto ci invita a vivere questi anni nel modo migliore possibile perché appunto il futuro non è scontato. Ci invita ad essere umani. Questo significa, credo, ritrovare la nostra umanità, oggi che la tecnologia ha disumanizzato molti. La tecnologia si è messa in mezzo tra gli esseri umani e li sta separando ed isolando. E questo è possibile perché non pensiamo in modo critico, perché le permettiamo di farlo, perché neanche ci accorgiamo che lo sta facendo.  

Sarah osserva anche che, a differenza delle civiltà decadute del passato, la nostra civiltà è ora mondiale, siamo tutti interconnessi, per cui il crollo non sarà locale ma totale.   

Non è un libro triste e lugubre, al contrario è un libro che cerca di mettere in luce la verità sulla situazione attuale, di vederla in faccia, di toccarla. Al fine di poter prendere decisioni davvero ragionate e consapevoli su come vogliamo vivere la vita che, non essendo più scontata, è sempre più chiaramente meravigliosa.


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