Ritroviamo la bussola


Vi ricordate che bello quando leggevamo il giornale e capivamo come funzionava il mondo? Bastava approfondire alcune notizie su fonti primarie e si aveva la sensazione di capire in quale direzione andavano le cose. Sembrava ci fosse un ordine, una struttura che poteva essere capita e sulla cui base si potevano fare previsioni sul futuro.

Tutto questo oggi non esiste più.
O meglio: non esiste più per come eravamo abituati a leggerlo.

Prima di tutto non esistono più i giornali di carta, che stampavano su carta come stavano i fatti, almeno per un giorno. Ora le testate giornalistiche hanno tutto online e molti di noi leggono le news sui telefonini, che non permettono una visione d’insieme. A me piaceva sottolineare negli articoli di giornale per evidenziare connessioni e punti essenziali: mi permetteva di pormi le domande giuste. Ora le app dei giornali sono bellissime, ma non c’è la struttura del quotidiano di un tempo. È più come un fiume di informazioni, la cui priorità cambia a seconda del momento della giornata in cui accedi, per cui sono evidenziate alcune notizie piuttosto che altre. E poi è sempre il momento delle breaking news, perché è fondamentale essere informati immediatamente su quello che succede di nuovo. Per non complicarci la vita, lasciamo per ora da parte il discorso delle “notizie da verificare” che circolano sui social e della conseguente polarizzazione sociale.

Come dicevo, tutto questo ha almeno due conseguenze: una sensazione di vivere continuamente in allarme — il mondo cambia ogni secondo e dobbiamo subito sapere cosa succede — e una sensazione di caos: tutto cambia continuamente, più velocemente di quanto riusciamo a capire cosa è successo davvero.

Il punto non è essere più o meno informati, ma il fatto che sono venute meno le strutture che aiutavano a dare priorità, a distinguere il rumore dal segnale, a leggere i fatti dentro una cornice più ampia.

Ovviamente viviamo in un periodo di trasformazione continua, su quasi tutti i fronti, e dobbiamo trovare un modo per leggere i fatti non come una serie di eventi sconnessi, ma come l’effetto di un cambiamento che è diventato permanente. Iniziamo quindi dal cercare di capire cosa sta succedendo e perché; poi cercheremo di capire come questo cambiamento continuo si ripercuote nei diversi settori della nostra vita quotidiana e di lungo periodo.

Se proviamo a fare un primo passo di semplificazione, tutto questo può essere letto come l’effetto di due grandi fratture. Da un lato, l’indebolimento del multilateralismo: l’accresciuta difficoltà dei paesi di governare insieme, con regole condivise, problemi globali come guerre, cambiamento climatico e potere tecnologico. Dall’altro, una crisi epistemica all’interno delle nostre società: facciamo sempre più fatica ad accordarci su come decidere cosa è vero o no, anche a causa del modo in cui oggi circolano le informazioni. Come orientarci in questo nuovo contesto? Partiamo da qui.


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